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uuuRecentemente un numero crescente di ben noti professionisti della salute mentale nell'ambito della psicologia e psichiatria infantile hanno osservato che il gioco è altrettanto importante per la felicità e il benessere umano quanto l’amore e il lavoro (Schaefer, 1993).

Alcuni dei più grandi pensatori di tutti i tempi, tra i quali Aristotele e Platone, hanno riflettuto sul perché il gioco sia cosi fondamentale per le nostre vite. Alcuni dei numerosi benefici del gioco descritti dagli psicologi dello sviluppo esperti di Play Therapy sono i seguenti:

giocare è divertente e piacevole, eleva il nostro spirito e rallegra la nostra prospettiva sulla vita, è una vera e propria terapia psicologica. Sviluppa, inoltre, l’espressione, la conoscenza e la realizzazione di se stessi, potenziando anche il senso di autoefficacia particolarmente importante in adolescenza.

Il gioco allevia i sentimenti legati a stress e noia, ci connette con le persone in modo positivo, stimola la creatività e rafforza il nostro ego (Landreth, 2002). Inoltre il gioco ci permette di praticare abilità e ruoli necessari per la sopravvivenza. Come afferma Russ (2004) l’apprendimento e lo sviluppo progrediscono meglio attraverso il gioco.

La Play Therapy è l’uso sistematico di un modello teorico per stabilire un processo interpersonale dove un professionista della salute mentale formato in Play Therapy (Play Therapist) utilizza i poteri terapeutici del gioco per aiutare i clienti a prevenire o risolvere difficoltà psicosociali e a raggiungere un livello ottimale di crescita e sviluppo. Association for Play Therapy United States

Inizialmente sviluppata a cavallo del XX secolo la Play Therapy include attualmente un ampio numero di interventi psicologici che applicano i principi terapeutici del gioco. La Play Therapy differisce dal gioco normale in quanto il professionista, esperto in psicologia infantile, aiuta i bambini a rivolgere l’attenzione verso i propri problemi e a risolverli.

La Play Therapy si basa sul modo naturale in cui i bambini apprendono, conoscono se stessi e le proprie relazioni nel mondo che li circonda (Axline, 1947; Carmichael, 2006; Landreth, 2002). Attraverso il gioco i bambini imparano a comunicare con gli altri, esprimere i sentimenti, modificare comportamenti, sviluppare abilità nel risolvere situazioni problematiche e apprendere una varietà di modalità attraverso le quali relazionarsi con gli altri. Il gioco fornisce una distanza psicologica sicura dai loro problemi e consente l’espressione di pensieri e sentimenti appropriati al loro sviluppo.

La Play Therapy è un approccio alla terapia teoricamente fondato sui principi della Psicologia dello sviluppo e praticamente basato sui normali processi comunicativi e di apprendimento dei bambini (Carmichael, 2006; Landreth, 2002; O’Connor & Schaefer, 1983). 

I poteri curativi intrinseci al gioco sono utilizzati in molti modi a seconda dei problemi psicologici dei bambini. I terapeuti utilizzano strategicamente la Play Therapy per aiutare i bambini ad esprimere cosa li turba quando ancora non hanno il linguaggio verbale per comunicare i propri pensieri e sentimenti (Gil, 1991).

Nella Play Therapy i giocattoli sono per i bambini come le parole e il gioco il loro linguaggio (Landreth, 2002). Attraverso il gioco, gli psicologi possono aiutare i bambini ad apprendere dei comportamenti più adattivi quando sono presenti difficoltà nelle abilità sociali o difficoltà di tipo emotivo (Pedro-Carroll & Reddy, 2005).

La relazione positiva che si sviluppa tra il terapeuta e il bambino durante le sessioni di Play Therapy fornisce un’esperienza emotiva correttiva necessaria per risolvere i disturbi del bambino (Moustakas, 1997).

La Play Therapy può anche essere utilizzata per promuovere lo sviluppo cognitivo e fornire al bambino comprensione e discernimento concernenti soluzioni di conflitti interni o su pensieri disfunzionali (O’Connor & Schaefer, 1983; Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005).

 

INA organizza regolarmente per i professionisti della salute mentale moduli, eventi e percorsi di formazione in molteplici metodologie dell'ambito Play Therapy.

Nonostante persone di ogni fascia d'età possano trarne dei benefici, la Play Therapy abbraccia in modo particolare la psicologia infantile ed è appropriata per i bambini dai 3 ai 12 anni (Carmichael, 2006; Gil, 1991; Landreth, 2002; Schaefer, 1993).

Anche adolescenti e adulti possono beneficiare delle tecniche di Play Therapy e da processi di tipo ricreativo. A questo riguardo segnaliamo che l’applicazione di interventi di Play Therapy all'interno delle agenzie di salute mentale e in altri contesti sanitari sta aumentando (Pedro-Carroll & Reddy, 2005; Schaefer, 2003).

In anni recenti gli interventi di Play Therapy sono stati utilizzati anche con bambini molto piccoli (0-2 anni) e con pazienti anziani. Un numero crescente di ricerche si sta sviluppando anche a questo riguardo.

Di solito i genitori si rivolgono al Play Therapist quando notano disturbi nei loro bambini: aggressività, chiusura, ritardo mentale, ritardo cognitivo, ecc. I bambini vengono inviati per intraprendere sessioni di Play Therapy con lo scopo di superare i loro disagi (Carmichael, 2006; Schaefer, 1993). Spesso si trovano ad aver utilizzato tutti i loro strumenti e iniziano ad avere una cattiva condotta manifestando anche una varietà di atti impulsivi in casa, con gli amici e a scuola (Landreth, 2002).

La Play Therapy permette a professionisti della salute mentale che si specializzano in questo settore di valutare e comprendere il gioco dei bambini, aiutarli ad affrontare emozioni difficili e a trovare soluzioni ai propri problemi (Moustakas, 1997; Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005).

Confrontando i problemi nel contesto clinico della Play Therapy, i bambini trovano soluzioni più sane poiché essa permette loro di cambiare il modo in cui pensano, sentono e risolvono le proprie preoccupazioni (Kaugars & Russ, 2001). Anche i problemi più disturbanti possono essere affrontati nella Play Therapy così come soluzioni stabili possono essere scoperte, provate, gestite ed incorporate in strategie di lunga durata.

Un glossario rappresenta un importante contributo al campo della Play Therapy in base al quale ai professionisti, alla comunità di Play Therapy e agli studenti può essere ricordata l'importanza di una comunicazione chiara, distinta e comprensibile (C. E. Schaefer & M. A. Peabody, 2016) che consenta non solo di tutelare l'ambito stesso e i professionisti formati secondo criteri di qualità e professionalità ma, in primo luogo, i loro clienti.

 

Evidence-Based Practice in Play Therapy   "La pratica basata sull'evidenza scientifica è l'integrazione della migliore ricerca disponibile con l'esperienza clinica nel contesto delle caratteristiche, della cultura e delle preferenze del cliente." American Psychological Association, 2006

Poteri terapeutici del gioco   "I meccanismi che producono di fatto il cambiamento desiderato nei pensieri, sentimenti e/o comportamenti disfunzionali del cliente." C. E. Schaefer & M. A. Peabody, 2016

Play Therapy   “Il sistematico uso di un modello teorico per stabilire un processo interpersonale dove Play Therapist formati utilizzano i poteri terapeutici del gioco per aiutare i clienti a limitare e/o risolvere le proprie difficoltà psicosociali e ottenere una crescita e uno sviluppo ottimali.” Association for Play Therapy degli Stati Uniti, 1997

Gioco Terapeutico (Therapeutic Play) strutturato   “Settore di intervento caratterizzato dall'uso intenzionale dei poteri terapeutici del gioco da parte di non-professionisti della salute mentale - ad esempio insegnanti, infermieri, educatori, ecc. - per alleviare problemi psicologici di lieve entità che impediscono ai bambini di funzionare normalmente.” C. E. Schaefer, 2018

Play Therapist   "Professionista della salute mentale accreditato e riconosciuto come Play Therapist da una (o più) Associazioni nazionali iscritte all'International Consortium for Play Therapy." INA, 2019

[link ai Criteri di Iscrizione al Registro dei Play Therapist RPT e Play Therapist Supervisors RPT-S dell'Association for Play Therapy degli Stati Uniti APT e dell'Associazione per la Play Therapy Italia APTI]

 

Playtherapy   Il significato di questo termine così come proposto di fatto non è definibile; presumibilmente intende riferirsi al settore della Play Therapy.

Terapia del gioco   Si tratta della traduzione dall'inglese di Google del termine Play Therapy. Questo termine è tuttavia sconosciuto e privo di spessore e significato in ambito scientifico.

Ludoterapia e Giocoterapia   Il significato di questi termini non è definibile in quanto essi sono assenti da qualsiasi pubblicazione scientifica.

hghgLa PlayTherapy è utilizzata come trattamento elettivo nel settore della salute mentale, in scuole, ospedali, strutture residenziali, contesti ricreativi e strutture d'accoglienza temporanea (Carmichael, 2006; Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005).

Piani di trattamento di Play Therapy sono stati utilizzati come interventi primari o aggiuntivi per una serie di disturbi e condizioni mentali (Gil & Drewes, 2004; Landreth, Sweeney, Ray, Homeyer & Glover, 2005) come ad esempio:

  • gestione dell’aggressività
  • lutto e la perdita
  • divorzio e separazione familiare
  • disturbo da deficit di attenzione/iperattività
  • disturbi dello sviluppo
  • disabilità fisica
  • difficoltà di apprendimento
  • fallimenti accademici
  • carenza nello sviluppo di relazioni sociali
  • disturbi della condotta

(Bratton, Ray & Rhine, 2005)

La Psicologia dello sviluppo e la sua ricerca sostengono l’efficacia della Play Therapy in un’ampia varietà di problematiche sociali, emotive, comportamentali e relative all’apprendimento, includendo problemi legati a situazioni di vita stressanti come il divorzio, il decesso, il cambio d’abitazione, malattie croniche, l’assimilazione di esperienze stressanti, abusi fisici e sessuali, violenze domestiche e disastri naturali (Reddy, Files-Hall & Schaefer, 2005).

I Play Therapist, esperti certificati della Play Therapy, aiutano bambini a:

  • diventare più responsabili per i propri comportamenti e a sviluppare strategie più efficaci
  • sviluppare nuove e più creative soluzioni per i problemi
  • sviluppare rispetto e accettazione per se stessi e gli altri
  • apprendere a sentire e ad esprimere emozioni
  • coltivare empatia e rispettare i pensieri e i sentimenti degli altri 
  • apprendere nuove abilità sociali e relazionali con la propria famiglia 
  • sviluppare autoefficacia e pertanto una maggiore confidenza verso le proprie abilità

Le famiglie hanno un ruolo importante nel processo di guarigione dei bambini. L’interazione tra i problemi dei bambini e delle proprie famiglie è spesso complessa. A volte i bambini sviluppano problemi proprio per segnalare che ci sono difficoltà in famiglia; altre volte l’intera famiglia è sotto stress perché i problemi psicologici del bambino sono molto dirompenti.

In ogni caso, come evidenzia la psicologia familiare i bambini e le famiglie guariscono velocemente quando lavorano insieme. Bratton S., Ray D. ed altri nel 2001 hanno condotto la meta-analisi di 94 studi nell’ambito della Play Therapy, riscontrando in maniera significativa che il coinvolgimento dei genitori al trattamento ne potenzia l’efficacia.

L’esperto di Play Therapy effettuerà alcune decisioni su come e quando coinvolgere alcuni o tutti i membri della famiglia nella Play Therapy. Il coinvolgimento minimo implica che il terapeuta vorrà almeno comunicare regolarmente con coloro che si prendono cura del bambino per sviluppare un piano di soluzione per i problemi del bambino che sono stati identificati e per monitorare il progresso del trattamento.

Altre opzioni possono includere il coinvolgimento nel trattamento:

a) diretto dei genitori o di coloro che si prendono cura del bambino, nel caso dell’intervento denominato Filial Play Therapy;

b) dell’intera famiglia nella Family Play Therapy (Guerney, 2000).

Qualunque sia il livello di coinvolgimento che i membri della famiglia scelgono, essi sono una parte essenziale nella guarigione del bambino. (Carey & Schaefer, 1994; Gil & Drewes, 2004)

 

Vai alle sezione dedicata al Supporto alle famiglie e scegli il servizio ideale alle tue esigenze. Sei indeciso? Contattaci per un primo colloquio informativo/orientativo gratuito.

La pratica della Play Therapy richiede un'approfondita e specializzata istruzione, formazione psicologica ed esperienza professionale.

L'esperto di Play Therapy è un professionista della salute mentale accreditato che ha ottenuto un master o un dottorato nel settore della salute mentale, che abbia accumulato una considerevole esperienza in termini di pratica clinica e abbia ricevuto una determinato numero di ore di supervisione qualificata.

Per mezzo di una formazione avanzata e specializzata unita a specifica supervisione, i professionisti della salute mentale possono anche ottenere dall'Associazione Play Therapy Italia la certificazione come Play Therapist registrati (Registered Play Therapist RPT) oppure la certificazione ulteriore di Supervisori/Play Therapist registrati (Registered Play Therapist Supervisor RPT-S).

Per maggiori informazioni sulle credenziali necessarie ad ottenere questi riconoscimenti vi invitiamo a consultare il documento Criteri per l'Iscrizione al Registro dei Play Therapist (RPT) e Supervisori Play Therapist (RPT-S).

La Filial Therapy venne concepita nei primi anni sessanta da Bernard e Louise Guerney e da allora è stata ampiamente sviluppata e studiata per oltre 45 anni. Si tratta di un intervento familiare psicoeducativo nel quale il terapeuta forma e supervisiona i genitori nello svolgere sessioni speciali di Play Therapy con i propri figli. In questo modo i genitori sono coinvolti come partner nel processo terapeutico rendendoli autonomi e responsabili quali agenti di cambiamento primari per i propri bambini.

La Filial Therapy rappresenta l’integrazione teorica di una varietà di orientamenti riuniti in un approccio globale rivolto a risolvere i problemi presenti, migliorare la relazione genitore-bambino e rafforzare la famiglia nel suo insieme.

Questo approccio ha possibilità di applicazioni molto ampie ed è sostenuto da ripetute ricerche che ne indicano l’efficacia rispetto a:

1) problemi dei bambini
2) abilità dei genitori
3) accettazione da parte dei genitori dei propri figli
4) livello di soddisfazione dei genitori
5) miglioramenti mantenuti fino a 5 anni

e al tempo stesso la diminuzione di:

1) livello di stress dei genitori
2) abbandono terapeutico
3) eccessivo utilizzo dei servizi sociali

 

La Filial Therapy è stata utilizzata con successo come programma preventivo per rafforzare le famiglie e come intervento terapeutico per molti problemi dei bambini e/o delle famiglie:

ansia, depressione, abuso e abbandono, genitore singolo, adozione o affidamento, disturbi dell’attaccamento, problemi medici cronici, divorzi altamente conflittuali, abuso di sostanze in famiglia, problemi relazionali, famiglie multiproblematiche, ecc.

La Filial Therapy ha inoltre un alto livello di applicabilità multiculturale è sta crescendo rapidamente in tutto il mondo. Altri adattamenti coinvolgono famiglie a basso reddito, insegnanti elementari, studenti delle superiori e paraprofessionali.

Questo approccio è un intervento relativamente a breve termine con comprovati risultati a lungo termine. Può essere utilizzato con gruppi di famiglie o con una famiglia alla volta.

Le fasi basilari della terapia sono elencate di seguito:

- valutazione completa che include l’osservazione della famiglia che gioca insieme
- dimostrazione di una sessione di gioco (il terapeuta esegue una sessione di gioco non direttiva con ciascun bambino mentre i genitori osservano)
- formazione: il terapeuta utilizza sessioni di gioco con sollecitazioni e suggerimenti (Prompting) modellamento e rinforzo, di solito tre sessioni da 1 ora ciascuna
- supervisione di sessioni di gioco genitore-bambino, seguita dal feedback del terapeuta e dalla discussione con i genitori
- discussione su: temi dei giochi, reazioni dei genitori, dinamiche familiari e risoluzione di problemi con i genitori
- sessioni di gioco a casa con i genitori che riportano i risultati regolarmente al terapeuta
- generalizzazione delle abilità
- chiusura del processo

 

INA organizza regolarmente per i professionisti che soddisfano i requisiti di partecipazione formazioni riconosciute in Filial Therapy.

 

© 2009, Play Therapy Press. Pubblicato il 5/11/2013. Tutti i diritti sono riservati. Questa pagina può essere copiata solo nella sua interezza, incluso il copyright. Testo tradotto da Claudio Mochi con il permesso di Risë VanFleet e del Family Enhancement & Play Therapy Center USA. www.play-therapy.com 717-249-4707

hyeIl Gioco Terapeutico, meglio conosciuto come Therapeutic Play in ambito nordamericano e anglosassone, è un settore molto ampio che trae ispirazione da diverse fonti. Tra queste vi è in particolare la Play Therapy da cui derivano principi e attività di intervento che guidano l'applicazione efficace dei Principi terapeutici del gioco.

In contesti diversi da quelli strettamente terapeutico, ispirandosi al modello psicoeducativo, i principi terapeutici del gioco vengono applicati da figure provenienti dal settore educativo, sociale e sanitario-riabilitativo per favorire nei bambini lo sviluppo sano, facilitare il conseguimento di specifiche abilità e sostenerli nel rispondere in maniera più efficace a situazioni difficili.

L’apprendimento di figure rilevanti come educatori, insegnanti, assistenti sociali, infermieri, ecc. (detti agenti di cambiamento) è considerato un elemento fondamentale per generare nei bambini un processo di trasformazione positivo.

Lo Specialista in Gioco Terapeutico acquisisce nuove conoscenze, abilità e modalità di interazione, le veicola in prevalenza attraverso il gioco - considerato il linguaggio dei bambini e la modalità attraverso in cui apprendono meglio - riuscendo nell'ambito della propria attività professionale ad esercitare un'influenza positiva nei bambini in varie dimensioni.

 

INA organizza regolarmente per i professionisti dei settori educativo, sanitario, riabilitativo e sociale, moduli, eventi e percorsi di formazione in molteplici metodologie applicabili nell'ambito del Gioco Terapeutico.

Gestione dell'ira

Nell’ambito della psicologia infantile, il controllo dell’ira e dell’aggressività è divenuta una questione prominente in questi ultimi anni. Possiamo osservare l’espressione di questa mancanza di controllo con i diversi casi di sparatorie nelle scuole così come nell'incremento di atti di bullismo (Sandhu, 2001). Molti bambini e ragazzi impiegano grande sforzo per esprimere le proprie emozioni in modo salutare senza causare alcun danno ad altre persone, favorendo il manifestarsi di disturbi sia nei bambini che negli adolescenti.

 

Lutto e perdita

La psicologia dei bambini mette in evidenza come sia i bambini che gli adulti esperiscono perdite di varia natura. I problemi dei bambini possono manifestarsi dopo la morte di una persona cara, con la morte di un animale domestico o la perdita d’importanti connessioni di sicurezza dovuta al trasferimento in una nuova città. La psicologia infantile ci indica che rispetto a tali perdite i bambini reagiscono con modalità multiformi (Elliott & Place, 1998). Tra i comportamenti e i sintomi sono compresi, la rabbia, il mordere, l’isolamento, la tristezza prolungata, lo scoraggiamento, l’ottenimento di scarsi risultati accademici e molti altri (Ayyash-Abo, 2001; Gil, 1991).

La Play Therapy rappresenta per i disturbi dei bambini un utile intervento perché gli aiuta a riorganizzare i propri sentimenti e a sviluppare modalità di adattamento più salutari (Le Vieux, 1994; Webb, 2003).

 

Divorzio e separazione

Quando la famiglia si divide, indipendentemente dalla nuova composizione che essa possa assumere, i bambini avvertono un profondo senso di perdita (Kramer & Smith, 1998). Quando la perdita non viene ravvisata i sintomi possono esacerbarsi e possono aumentare i disturbi ed i problemi dei bambini coinvolti nella separazione.

Secondo la psicologia infantile, la tipologia di sintomi riguarda il livello di sviluppo raggiunto dal bambino e include una gamma piuttosto variegata, potendo così influenzare la formazione psicologica del bambino In circostanze di questo tipo i bambini spesso biasimano se stessi, i più piccoli spesso credono che il genitore che ha lasciato la casa non ritornerà più (Elliott & Place, 1998), mentre i bambini più grandi possono reagire con violenza e con altre modalità di espressione della rabbia.

Qualunque siano i comportamenti e le emozioni manifestate la Play Therapy può essere di sostegno fornendo ai bambini un ambiente nel quale possano esplorare i sentimenti e la sofferenza che sono imprigionati dentro se stessi (Pedro-Carroll & Reddy, 2005).

 

Crisi e trauma

I bambini possono reagire a situazioni traumatiche in una moltitudine di modi. L’impatto del trauma dipende da molti fattori tra cui i livelli di resilienza e la cultura (Gil & Drewes, 2004; Ogawa, 2004). Secondo la psicologia dei bambini gli eventi traumatici possono riguardare il bambino individualmente (come, ad esempio, avere assistito ad un incidente), l’intera famiglia (la casa della famiglia può essere stata svaligiata) o l’intera comunità (può aver subito una qualche forma di calamità). Questi eventi hanno un potenziale devastante sui bambini specialmente quando non vengono elaborati (Ayyash-Abo, 2001). I bambini hanno bisogno di opportunità per dare significato ad eventi negativi. Questo permetterà di evidenziare i problemi dei bambini ed affrontare i disturbi che i bambini ad essi collegano. La Play Therapy fornisce questa opportunità e accresce l’abilità del bambino di guadagnare padronanza su eventi molto spaventosi (Ogawa, 2004; Tyndall-Lind, 2001).

 

Disturbi del comportamento

I disturbi dei bambini legati al comportamento prendono origine dalla più recente ed esauriente rassegna di letteratura meta-analitica sulle ricerche pubblicate in Play Therapy (Bratton, Ray & Rhine, 2005).

 

Disturbi dell'ansia

I disturbi d’ansia sono tra i disordini mentali più comuni in bambini con problemi e possono anche generare ulteriori problemi nell'adolescenza. L’ansia può essere meglio descritta come sentirsi “preoccupati-assillati” o come essere “impauriti”. I disturbi d’ansia, anche in un contesto di psicologia infantile, convergono generalmente in una delle seguenti categorie:

Disturbo d’ansia generalizzato: tra i sintomi che i genitori e coloro che si prendono cura del bambino dovrebbero conoscere vanno considerati irrequietezza, irascibilità, essere tesi o stancarsi facilmente. Il bambino può avere problemi e difficoltà a rimanere focalizzato su ciò che lo impegna e potrebbe non dormire profondamente.

Disturbo d’ansia di separazione: i sintomi da ansia di separazione possono includere il rimanere attaccato ai genitori per impedirgli che questi escano, intraprendere una serie di comportamenti finalizzati a evitare di andare a scuola o l’aver paura di dormire da soli nella stanza.

Fobia sociale: i sintomi della fobia sociale nel bambino si manifestano ad esempio con l’estrema timidezza, il non voler parlare con persone al di fuori della propria famiglia o non aver voglia di mangiare fuori di casa. Il bambino può spaventarsi in posti nuovi o alla presenza di persone con le quali non ha familiarità.

Altri due tipi di disturbo d’ansia possono essere osservati nei bambini:

Disturbo ossessivo-compulsivo: un bambino con disturbi ossessivi può eseguire un’attività in maniera ripetuta in un modo che non sembra necessario. Un esempio può essere quello del bambino che voglia lavarsi le mani così tanto da prodursi escoriazioni.

Disturbo post-traumatico da stress (DPTS): un bambino che ha vissuto un’esperienza brutta o spaventosa, può sviluppare il disturbo post-traumatico da stress. Il bambino potrebbe sognare spesso quanto successo, evitare qualsiasi aspetto che possa essere associato con l’accaduto oppure al contrario potrebbe agire l’evento nel gioco. Nella psicologia dei bambini, sono ancora pochi gli studi realizzati su questi due disturbi per capire quanto siano efficaci le terapie a questo riguardo. Adler-Nevo e Manassis (2005) hanno riscontrato che su 742 studi sul DPTS solo 10 riguardano i bambini. In questi 10 la Play Therapy era uno dei trattamenti utilizzati. La Play Therapy è stata anche utilizzata per trattare bambini con disturbo ossessivo-compulsivo, anche se purtroppo relazioni comparative con altre tipologie di trattamento non sono ancora state riportate.

 

Disturbi legati alla depressione

La psicologia infantile evidenzia che i bambini possono diventare stanchi, annoiati o possono sembrare aver avuto una cattiva giornata di tanto in tanto. Di solito quando il bambino inizia a intraprendere una qualche attività questi sentimenti sembrano passare in breve tempo. Comunque quando persistono tali disturbi nel bambino che gli impediscono di proseguire nei suoi impegni quotidiani, una condizione di depressione clinica potrebbe essere alla base del suo “umore instabile”. In base al Centro Federale dei Servizi di Salute Mentale degli Stati Uniti la depressione è presente in un bambino su 33. Questo significa che pressappoco per ogni classe ci sarà un bambino che è clinicamente depresso. La depressione può condurre a scarso rendimento, isolamento sociale e a problemi nei bambini tali da inficiare il loro rapporto, il loro “andar d’accordo” con gli amici e con la famiglia stessa. I bambini possono arrivare a percepire la propria vita come insopportabile. Una volta che il bambino è stato per un periodo consistente clinicamente depresso, è a rischio per i prossimi 5 anni di sviluppare una nuova depressione.

Molti bambini depressi diventano adulti depressi. Il bambino, secondo la psicologia dei bambini, può avere una seria depressione se più di uno dei seguenti comportamenti dura più di due settimane:

Appare afflitto, triste o dal pianto facile.
Sembra o dice di essere disperato.
Si ritira dagli amici e dalle attività da cui di solito traeva piacere.
Non vuole fare niente o non riesce a concludere nulla.
Si lamenta di essere stanco o non ha la consueta energia.
Le modalità di nutrimento e le abitudini di sonno risultano cambiate.

Oppure potrebbe:

Essere capriccioso e manifestare un incremento di irritabilità, agitazione, rabbia o ostilità.
Lamentare mal di testa o mal di stomaco.
Non essere capace di concentrarsi.
Sentirsi indegno, di scarso valore o avvertire sensi di colpa.
Reagire al fallimento o al rifiuto in modo eccessivo.
Disegnare o dipingere immagini particolarmente scure.
Intraprendere giochi che esprimono tematiche aggressive dirette a se stesso e agli altri.
Parlare o pensare al suicidio, alla morte o ad altri comportamenti autodistruttivi.
Un lungo periodo di depressione può determinare la creazione di una scarsa concezione di sé.

La depressione è comunque un disturbo trattabile. In 8 studi su 9 è stato dimostrato che interventi effettuati da uno psicologo infantile formato in Play Therapy (Play Therapist) hanno determinato miglioramenti significativi.

 

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

I bambini con problemi relativi all'attenzione ed ai livelli di attività rappresentano, in ambito della psicologia infantile, alcune tra le ragioni per cui questi vengono più spesso riferiti ai Servizi di Salute Mentale. Per ciascuna classe in media 1 o 2 studenti hanno problemi di deficit di attenzione. Sia i bambini che le bambine possono avere un disturbo da deficit di attenzione/iperattività, per i bambini è però più probabile. I bambini con questo genere di disturbi possono apparire semplicemente come coloro che non prestano mai attenzione, che fanno qualcosa senza pensare o entrambe le cose.

Genitori e altri adulti possono notare nei bambini difficoltà relative ai seguenti aspetti: seguire indicazioni, finire un lavoro, perdere oggetti, dimenticare cose, fare errori dovuti ad incuria, sembrare disorganizzati. Questi problemi riguardano l’attenzione. I problemi che più specificatamente riguardano il comportamento possono includere invece: essere costantemente in movimento, di corsa o arrampicarsi, parlare molto, non poter giocare tranquillamente da soli, interrompere le altre persone, non poter aspettare il proprio turno ed entrare nello spazio di qualcun altro.

 

Disturbo pervasivo di sviluppo (Disturbo Autistico e Disturbo di Asperger)

I disturbi pervasivi dello sviluppo, tra i quali figurano il Disturbo Autistico e il Disturbo di Asperger, si caratterizzano come “una compromissione dello sviluppo, di solito evidente prima dei 3 anni, che in maniera significativa incide sulla comunicazione verbale e non verbale, l’interazione sociale ed influenza negativamente le prestazioni educative del bambino.

Altre caratteristiche spesso associate con questo tipo di disturbi sono il coinvolgimento in attività ripetitive e movimenti stereotipati, resistenza ai cambiamenti nel contesto di riferimento o rispetto alla routine quotidiana e risposte inusuali alle esperienze sensoriali”.

La Play Therapy, nei due studi fatti in questa area, è stata riconosciuta come un’efficace aggiunta terapeutica quando associata con il tradizionale trattamento strutturato dell’autismo.

 

Le questioni accademiche e di sviluppo sociale

Un’ampia varietà di problemi dei bambini e dei disturbi dell’infanzia possono essere trattati con successo dalla Play Therapy. Queste aree dello sviluppo del bambino, inserite in un contesto di psicologia infantile, non rientrano chiaramente nella definizione di disturbi, sebbene rappresentino problemi che possono avere ripercussioni sullo sviluppo umano.

In maniera specifica le questioni concernenti lo sviluppo, che sono state riscontrate come soggette ad essere influenzate dalla Play Therapy, sono:

Il disadattamento sociale: può essere definito come difficoltà da parte del bambino nell’andare d’accordo con i coetanei ed adulti in uno specifico contesto. Tali questioni relative allo sviluppo emergono solitamente in situazioni esterne alla propria casa. 12 studi su 14 indicano che i bambini hanno ottenuto un miglioramento ricorrendo alla Play Therapy.

Il comportamento scolastico: riguarda come il bambino si comporta a scuola. Alcuni specifici problemi possono essere la mancanza di cooperazione, il distrarsi, l’interrompere inappropriatamente, non seguire le indicazioni, non fare il proprio lavoro e molti altri piccoli ma dirompenti comportamenti che impediscono al bambino di cogliere al meglio le proprie opportunità educative. In 6 studi su 8 la Play Therapy ha dimostrato di determinare un decremento dei disturbi comportamentali.

Il disadattamento emotivo: può essere situazionale o a lungo termine. Il bambino reagisce o esprime i propri sentimenti con modalità non appropriate. Alcune delle emozioni che sembrano particolarmente difficili da esprimere per i bambini nel contesto sociale e scolastico sono rabbia, perdita, lutto, rifiuto e gelosia. In tutti i 9 studi condotti in questo ambito viene indicato come la Play Therapy possa influenzare positivamente questi bambini nelle aree della lettura, delle valutazioni dell’intelligenza, nei successi accademici e nell'adattamento della personalità.

Le valutazioni dell’intelligenza: si ritiene che queste vengano influenzate dallo stato emotivo del bambino. Quando il bambino ha difficoltà di tipo emotivo dovuto a situazioni contingenti in cui i genitori stiano divorziando, nelle situazioni di abuso sessuale o a circostanze che riguardano il lungo termine, come nel caso della morte o abbandono di uno dei genitori, il bambino realizzerà un punteggio più basso nelle varie misurazioni dell’intelligenza.

La Play Therapy si è dimostrata di supporto, in 6 studi su 10, nel determinare un aumento nei test di intelligenza e nei punteggi ad essi correlati.

I bambini che non riescono a fare progressi con la stessa velocità dei loro pari: il ritmo di apprendimento paragonato ai propri compagni può variare notevolmente a seconda dei casi da bambino a bambino. In ogni caso in tutti gli 8 studi realizzati in questo ambito è stato dimostrato come la Play Therapy abbia determinato miglioramenti in questi bambini in alcune aree.

 

Disabilità fisica e disturbi dell'apprendimento

Nella psicologia infantile questa categoria di disturbi descrivono i bambini che possono avere diversi problemi di natura fisica che possono interferire con la loro vita di ogni giorno e con i progressi accademici. Negli studi effettuati sono stati considerati bambini che avevano problemi nelle abilità motorie, virus della pelle, problemi nel linguaggio, allergie, difficoltà nell'udito e un disturbo generale dell’apprendimento. In tutti gli 8 studi realizzati in questo ambito è stato dimostrato come la Play Therapy abbia determinato un miglioramento in una o più aree.

 

Disturbo della condotta

Il bambino, che presenta disturbo della condotta, può essere descritto come colui che colpisce fisicamente gli altri e distrugge beni e oggetti di vario tipo.

Il disturbo oppositivo-provocatorio può rappresentare l’inizio di un disturbo della condotta. Questo viene diagnosticato quando il bambino esprime modalità ricorrenti di comportamento negativo, provocatorio, disobbediente ed ostile nei confronti di figure dotate di autorità.

Questi due tipi di diagnosi non possono essere presenti allo stesso tempo. Tra i ragazzi con età compresa tra i 9 e i 17 anni una percentuale che varia dal 1 al 4% può esser diagnosticata per il disturbo della condotta. Questa diagnosi è più comune nei ragazzi che nelle ragazze ed è più frequente nelle città che nelle aree rurali.

I ragazzi con disturbo della condotta manifestano i seguenti sintomi:

Colpire o minacciare persone o animali
Distruggere oggetti
Dire bugie o rubare
Marinare la scuola o disobbedire a importanti regole della scuola
Fare uso di tabacco, bere alcolici o utilizzare droghe
Essere sessualmente attivi

I ragazzi con disturbo della condotta e con disturbo oppositivo-provocatorio manifestano entrambi anche alcuni di questi sintomi:

Depressione, ideazione suicidale, tentativi di suicidi o possono giungere a commettere effettivamente suicidio
Possono avere difficoltà nel relazionarsi con i propri pari o con gli adulti
Potrebbero sviluppare una malattia sessualmente trasmissibile
Difficoltà in situazioni di affidamento, case famiglia o con la famiglia adottiva
Alta probabilità rispetto ad altri ragazzi di ferirsi, essere espulsi da scuola, avere problema con la legge

La Play Therapy in ciascuno degli 8 studi realizzati negli ambiti del disturbo della condotta, dell’aggressività, e del disturbo oppositivo-provocatorio, si è dimostrata efficace nel ridurre l’aggressività e nell'incrementare l’abilità ad esprimere i sentimenti in maniera appropriata.

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Le informazioni riportate sono state realizzata inizialmente da JP Lilly, Kevin O’Connor e Teri Krull, di seguito in parte riviste da Charles Schaefer, Garry Landreth e Dale-Elizabeth Pehrsson.

Le informazioni concernenti le condizioni di salute mentale e i disturbi di comportamento sono stati redatti da Pehrsson and Karla Carmichael.

Le citazioni relative alle ricerca sono state compilate da Pehrsson e da Mary Aguilera assistente presso l’Università dello Stato dell’Oregon.

Il materiale è stato tradotto in italiano da Claudio Mochi su autorizzazione dell'Association for Play Therapy degli Stati Uniti.

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INA - International Academy for Play Therapy studies and PsychoSocial Projects è un'Associazione non profit riconosciuta di pubblica utilità con sede a Lugano-Svizzera. Opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale a livello nazionale ed internazionale a favore di individui, famiglie e comunità con particolare attenzione ai bisogni e al benessere dei bambini. Il team di INA è formato da esperti degli ambiti della salute mentale, educativo e psicosociale specializzati in Play Therapy e Gioco Terapeutico (Therapeutic Play), interventi d'Emergenza e trauma, Project Management e Cooperazione Internazionale, Arti Espressive.

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© 2019 INA Play Therapy. Tutti i diritti sono riservati. Ultimo aggiornamento 01/09/2019.