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Le conseguenze dell'Amore

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Un articolo di Claudio Mochi pubblicato in originale il 27 Novembre 2015 su Radio Bullets.

Per nostra costituzione abbiamo bisogno di cure amorevoli, attenzione, protezione e carezze gentili per sviluppare capacità fondamentali. Non solo, siamo anche predisposti a trarre estremo piacere nell’offrire tutto questo. Nel momento in cui il genitore, o chi si prende cura del bambino, lo accudisce amorevolmente, vengono liberate importanti proteine e neurotrasmettitori, tra cui le endorfine: una sorta di oppiaceo che auto-produciamo. Manifestare affetto, essere in contatto con un’altra persona può essere estremamente piacevole al punto da non potersene staccare e farne a meno anche per poco tempo.

Le reazioni chimiche che prendono vita nel nostro cervello assicurano che il collegamento tra cura e contatto con il bambino sia talmente piacevole da divenire una priorità. Meravigliosamente lo stesso accade al bambino. Il contatto con la persona che si prende cura di lui/lei offre una gioia e una contentezza che non ha paragoni.

Insieme a piacere, rilassamento e sicurezza, queste interazioni amorevoli offrono la possibilità di crescere. Attraverso una cura attenta del bambino si stimola la crescita di quelle aree cerebrali necessarie per riuscire a formare e mantenere delle relazioni e per apprendere ad auto-regolarsi e quindi a controllare se stessi. Attraverso la relazione primaria si definisce il nostro sistema di risposta allo stress che influenza in modo decisivo anche lo sviluppo delle nostre abilità emotive e sociali.

L’amore produce una cascata di importanti effetti positivi. E conseguentemente, la sua assenza ha un impatto fortemente debilitante. In età precoce, la povertà di cure attente e amorevoli, limita o addirittura compromette seriamente la presenza di alcune capacità necessarie al vivere comune.

Pensate a quanto possa essere difficile non essere in grado di leggere in modo appropriato i comportamenti delle altre persone e di percepire cosa provano oppure di non riuscire a gestire le proprie reazioni rispetto ad uno stimolo di qualsiasi tipo. Immaginate anche di non poter trovare sollievo per le vostre tensioni e che non conosciate alcun rifugio per le vostre paure.

L’inabilità a gestire tensione, rabbia, paura, l’incapacità nel relazionarsi efficacemente, il non provare sentimenti positivi per le altre persone, possono spiegare davvero la drammaticità di alcune esistenze, ma anche di alcuni avvenimenti.

In merito al percorso di sviluppo dei bambini, Bruce Perry sostiene che quando le cose iniziano bene tendono a procedere per il meglio e viceversa. È una triste realtà, anche se, per chi è stato meno fortunato, la plasticità del nostro cervello, soprattutto per individui molto giovani, offre opportunità di miglioramenti importanti.

Per parafrasare la mia collega Isabella Cassina, la priorità in caso di gravi trascuratezze relazionali è di intervenire “recuperando l’amore perduto” e quindi permettere di sperimentare la cura e l’affetto che non si è potuto esperire sollecitando in questo modo lo sviluppo di abilità essenziali. Diversi modelli terapeutici offrono queste possibilità tra cui la Filial Therapy (*) di cui abbiamo parlato in puntate precedenti. Di altre tipologie di intervento parleremo presto nella nostra rubrica qui su Radio Bullets.

(*) Per maggiori informazioni sulla metodologia Filial Therapy cliccate qui.

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